The Ship with No Cargo: Variations of "The Shipboard Gardener" for Voice and Words (neji​-​174)

by Miyuki Nakagaki + Satanicpornocultshop

supported by
₀₀ ماهی ماهی ماهی
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₀₀ ماهی ماهی ماهی house feels different up here Favorite track: The Lighthouse.
Thibaut Devigne
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Thibaut Devigne A very interesting record. A Japanese vocalist is present on the music from satanicpornocultshop, which in this case is quite accessible. The result is a quite stunning narrative album for the curious ears. Favorite track: Walk On The Meridian.
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about

The Ship with No Cargo:
Variations of "The Shipboard Gardener" for Voice and Words

voice and words by Miyuki Nakagaki
musique concrète by Satanicpornocultshop
art direction by ugh

Miyuki Nakagaki a.k.a Gaki (Bakirinosu)
www.bakirinosu.net

The Shipboard Gardener:
music for Listening Room at UNYAZI Festival 2014 (neji​-​160)
satanicpornocultshop.bandcamp.com/album/the-shipboard-gardener-music-for-listening-room-at-unyazi-festival-2014-neji-160

Much respect to Carl Stone Sensei

credits

released October 18, 2015

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The trio’s latest album, The Ship With No Cargo, is something of a variation and continuation of its 2014 album The Shipboard Gardener, which was accepted to Unyazi 2014, an electronic music festival in Johannesburg, South Africa. This latest entry is a collaboration with the delicately emotive Japanese vocalist Miyuki Nakagaki. Here, her own lyrics and ideas take the foreground while Satanicpornocultshop provides supportive music based on its previous album’s motifs. On The Ship With No Cargo, Nakagaki explores the concept of the fate of a shipwreck’s cargo beneath the sea—will the ship’s discarded contents be unwelcomed intruders in an underwater biosphere or will they enhance the landscape of the ocean floor as artificial reefs? The concept brims with metaphor that, according to ugh, grapples with self-identity through examining the dissonance between inner and outer worlds.

The music on The Ship With No Cargo offers an eerie majesty best described as symphonic, slow-burn EDM. On the album, arrangements patiently unfold with logical dynamic and genre shifts. “Walk On The Meridian” has a dramatic sweep that’s more akin to classical music than fearless, sample-based assemblage. The album’s concluding piece, “Maiden Voyage,” (presumably a Herbie Hancock reference as the threesome has repurposed ideas from this composition before) is pure, icy beauty without any (perceived) hidden, arty jabs. Two sure signs of the pranksters of yore occur on the album opener, “Desert Divers,” which features a lonesome ambient vocal that only in the intro bangs into a cacophonously diced-up Eastern musical motif, and the strange animal quack or glitch that spikes up at the end of the mantra-like “The Shipboard Gardener.”

(Lorne Behrman/Bandcamp blog)
blog.bandcamp.com/2015/11/17/their-satanic-majesties/

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Terza visita sul nostro sito per i Satanicpornocultshop, questa volta accompagnati dalla connazionale Miyuki Nakagaki, già attiva nel duo Bakirinosu. Il gruppo ci ha abituati alle sue sconfinate sperimentazioni e ai suoi continui cambi di genere, cosa dovremmo aspettarci quindi da un disco che non è altro che una rivisitazione di un lavoro prodotto da loro stessi poco più di un anno fa?

La versione originale intitolata "The Shipboard Gardener" veniva infatti presentata in quel di Johannesburg nel settembre del 2014 in occasione dell'Unyazi Electronic Music Festival e per i più curiosi è disponibile sulla loro pagina Bandcamp; in questa nuova veste, le nove tracce sono state rielaborate e arricchite con l'operato dell'ospite. Quest'ultima si diletta in un cantato minimale nella forma ma comunque molto presente, caratterizzato da tempi spesso dilatati e pause frequenti; in alcuni brani viene invece usato lo spoken word in una forma leggermente malinconica e misteriosa. La sua partecipazione risulta sicuramente azzeccata, specialmente considerando la trasformazione che ha subito il disco: la sua voce timida e pacata ben si adatta al sound decisamente meno frenetico rispetto al punto di partenza.

Il primo elemento che salta all'orecchio confrontando i due album è la quasi totale assenza dei beat elettronici che in "The Shipboard Gardener" rendevano i pezzi fortemente dinamici; al contrario, questa volta i Nostri puntano verso sonorità quasi tendenti all'Ambient. Solo alcune sparute sferzate sulle basse frequenze sembrano voler donare maggior vigore al tutto, tuttavia sono talmente brevi e sfuggenti da ricordarci che l'effetto sorpresa è un marchio di fabbrica dei Satanicpornocultshop. Ciò si può notare anche dai campionamenti ripresi dal lavoro originale, ma rimaneggiati e rimischiati nei vari brani, che in questo modo appaiono completamente diversi; rimane però l'atmosfera etnica e tribale ricreata dall'uso di strumenti quali il didgeridoo e il gamelan, così come da alcune percussioni. Da citare inoltre l'utilizzo della chitarra acustica e del pianoforte, elementi indubbiamente più classici ma che spesso riescono ad aggiungere qualche nota bizzarra nello stile del gruppo giapponese

Se non ho parlato di nessuna traccia di "The Shipboard Gardener" in particolare è perché ritengo che sia un disco da ascoltare interamente, esattamente come la versione precedente: non perché ce ne sia realmente bisogno per comprenderlo appieno, ma semplicemente per poter notare come con gli stessi campionamenti sia possibile creare un'infinità di pezzi diversi e comunque legati tra loro. I due album sono come una coppia di gemelli monozigoti: entrambi sono nati dalla stessa cellula uovo, però ognuno si è sviluppato seguendo la propria strada; è naturale quindi affermare che sono due entità distinte, ma senza dubbio strettamente connesse.

Come al solito, l'imprevedibiltà è l'unica caratteristica che possiamo prevedere in una nuova uscita dei Satanicpornocultshop; con "The Ship With No Cargo" dimostrano di saper anche rielaborare se stessi, ma onestamente non è propriamente una sorpresa, considerando la loro abilità nel manipolare campionamenti. Un'ultima nota a loro favore è rappresentata dall'artista che ha curato la loro esibizione dell'anno scorso in Sudafrica: trattasi del maestro Carl Stone, musicista attivo da oltre quaranta anni nell'ambito elettronico, che spesso ha messo le mani nel panorama asiatico; insomma, aver avuto l'opportunità di collaborare con un personaggio di questo calibro dovrebbe essere l'ennesima conferma del valore di questo gruppo giapponese.

(Aristocraziawebzine)
www.aristocraziawebzine.com/recensioni/7313-miyuki-nakagaki-satanicpornocultshop-the-ship-with-no-cargo-variations-of-the-shipboard-gardener-for-voice-and-words

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Satanicpornocultshop (サタニックポルノカルトショップ) is a Japanese experimental music group known for assemblage-style compositions that incorporate a variety of musical styles and techniques. The group draws heavily on hip hop and electronic influences and utilizes samples to define their sound. ... more

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